
Ognuno porta dentro di sé la propria città: quella reale, fatta di strade e pietre, e quella invisibile, costruita dall’immaginazione.
Il laboratorio La città che porto con me nasce come attività educativa a complemento della mostra d’arte LA VILLA, un progetto che mette in dialogo Venezia e Poznań come mondi paralleli: città cresciute in contesti differenti, ma unite da una comune storia di forme, memorie e immaginari.
Ispirato a Le città invisibili di Italo Calvino, il percorso ha portato ragazze e ragazzi a raccontare, attraverso la tecnica del collage, la propria “città interiore”: un luogo personale e simbolico, fatto di ricordi, emozioni, desideri e visioni, attraverso cui ciascuno interpreta il mondo. Come nei racconti immaginari di Marco Polo, ogni composizione si è trasformata in una narrazione unica, costruita per frammenti, immagini e suggestioni.
Desidero ringraziare le studentesse e gli studenti della classe 2ª D della Scuola Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo Statale F. e P. Cordenons per l’attiva partecipazione al laboratorio. La vostra curiosità, l’impegno e immaginazione che avete dimostrato hanno arricchito ogni momento di questo percorso rendendolo speciale. Ringrazio anche le docenti e il docente della classe per la collaborazione e supporto.
Il workshop si è svolto il 20 maggio a Santa Maria di Sala, in collaborazione con l’Università delle Arti di Magdalena Abakanowicz di Poznań nell’ambito della mostra LA VILLA presso Villa Farsetti.


















